martedì 5 febbraio 2008

L'unico frutto de l'amòr


... è forse la banana?
Naaah.
Ve lo dico io qual è.

La pigna.

Guardatela bene. Rigida, bitorzoluta, marroncina...
Che dite?
Non siete d'accordo?
La trovate sgraziata, rozza, persino vagamente aliena con le sue strane geometrie?
Decisamente poco appetitosa, giusto?

Sono d'accordo con voi.
Allora, sapete spiegarmi per quale motivo i trentini di Comano Lomaso (e di tutto l'altopiano del Banale, mica vorremmo togliere meriti a nessuno!) hanno deciso di intitolare alla pigna il loro piatto più tipico?
Insomma, pensateci: il frutto della passione crea il desiderio di affondarci i denti al solo nominarlo. L'uva sultanina rievoca col suo nome il lusso e le dolcezze d'oriente...

La ciuiga - che, indovinate un po', vuol dire pigna in dialetto trentino - non sortisce esattamente lo stesso effetto.

"cosa mangiamo stasera?"
"pigne"
"mmhhh, mi lecco già i baffi!"

Ecco, fossimo castori, ancora ancora...

Ma lasciamo perdere il nome.
Giulietta non disse forse dall'alto della balconata che la Rosa, anche con altro nome, avrebbe avuto il medesimo profumo?
Allora che vuoi che sia il ruvido nome di fronte alle mie papille gustative? Non è il mio palato forse divinamente ignorante nel campo lessico-grammaticale?

Certo.

Peccato che la Pigna sia composta da Rape.
Che, diciamocelo, non sono proprio la cosa più appetitosa del reame.
E qui l'astuzia contadina dei tempi che furono ci soccorre. La rapa non è da sola, nella ciuiga. Se no al posto di "pigna" l'avrebbero giustamente chiamata "rapa", ça va sans dire.

Ci hanno mescolato cuore, interiora e frattaglie varie per renderla saporita.

Par bleu!

Quel gourmet!

lunedì 4 febbraio 2008

Comano Lomaso, un pochetto sadomaso

Scintillanti lettrici,
buonasera.

Iniziamo la nostra cronaca disordinata con un evento che segnò in modo epocale la vita mia e del mio Marinaio Perduto.
In tempi già alquanto sospetti (il destino galeotto ci fece incontrare quindici giorni prima del fatidico viaggio qui narrato), a me ed al mio Marinaio Perduto capitò l'occasione di partire per una spesata ed inattesa gita nel cuore termale del Trentino.
Inforcata un'auto a noleggio partimmo da Monza, e dopo un viaggio lungo e tortuoso (le strade delle regioni montuose sono un ostacolo non indifferente per un Marinaio, non dimenticatelo) arrivammo nella ridente vallata delle Terme di Comano.
In verità da ridere c'era ben poco, dato che la temperatura autunnale avrebbe ben presto imposto la chiusura degli impianti, ed il paese aveva quella festosa aria da baldracca delle 5 del mattino che caratterizza - ad esempio - Rimini in ottobre.
Imboccammo l'ennesima strada-budello, e ci inerpicammo verso il remoto altopiano di Comano Lomaso, che può sembrare il nome di un tronista di Maria DeFilippi, ma è in realtà un paese di poche anime che vorrebbe tanto tanto tanto non essere considerato il-paesello-vicino-alle-terme.
La saggezza popolare però è valida anche per i paeselli, e come dice la mia nonnina "chi troppo vuole, nulla stringe". E Comano Lomaso per ora stringe soltanto la cinghia.

Non che gli manchino le bellezze:

Ha una chiesa (wow!)

Ha i fienili in cima alle case (doppio wow!)

Ha le finestre annerite a causa del fumo (i fienili e le canne fumarie non sono mai andate troppo d'accordo)... (ah, dimenticavo: WOW!)

Ha un castello (che non si può visitare) nel quale soggiornò Ada Negri (!?) negli anni della sua depressione (Wow...)

Ma soprattutto... c'è la CIUIGA!

Cos'è la ciuiga?

Un salame.
Fatto con le rape.
WOW!

Appunti ordinati di viaggio.

Salve, splendidi lettori.
Siete qui a leggere, ed io a scrivere. Non è forse una coincidenza straordinaria?

Per festeggiare questa occasione così speciale vedrò di aggiungere anche un briciolo di sostanza a questo primo post introduttivo.

Che cosa scrivere?

Beh, sarebbe una buona idea cominciare con un'idea generale del motivo che mi spinge a scrivere.

Quello che state leggendo, amatissimi lettori, è un diario di viaggio.
Un insieme di cronache delle gite, vacanze, ricorrenze che io e la mia dolce metà abbiamo intrapreso.
Il tutto, ovviamente, filtrato attraverso un paio di lenti rosa shocking.

In virtù di questo, vi comunico che per il periodo in cui sarete miei ospiti guadagnerete l'onore di essere etichettati come S-Reader (ossia Splendenti lettrici, Sozzi lettori, Sensati commentatori, Soporiferi spioni, Smaliziati imbonitori, Sensazionali... insomma, confido nel vostro (scintillante) intelletto immaginando che abbiate capito).
Il genere è naturalmente indistinto, ma sentitevi liberi di usare tutto il glitter che vorrete.

A risentirci, Scaltri mascalzoni.
A risentirci ;)